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MEDITAZIONE
Accanto a un albero

Seduta/o ai piedi di un albero, mi prendo un momento per meditare. Appoggio la schiena al tronco e chiudo gli occhi. L’ascolto attento del mio respiro mi ricentra appieno. Sento il freddo del terreno e forse anche l’umidità. Mi concentro sul contatto della mia schiena contro il tronco. Ne percepisco la densità, la trama della corteccia attraverso i miei vestiti e calcolo sulla sua verticalità l’inclinazione del mio corpo. Immagino le sue radici affondare nel terreno... Sento l’eventuale stormire del fogliame nel vento o i suoni emessi dagli uccelli sui suoi rami... Quali sensazioni mi dà il fatto di essere in contatto con l’albero? Quali emozioni emergono? Quali pensieri nascono? Quali immagini si disegnano nella mente?

Prendo coscienza dell’immobilità di quest’albero. Un’immobilità che vivo attraverso la meditazione, rimanendo cosà per un momento, fissandone la presenza nello spazio. Come vivo questa immobilità? Mi sento serena/o o c’è impazienza? Sono cosciente dell’adattamento dell’albero alle stagioni. E’ immobile, certo, ma vivo. Sono consapevole della mia postura, lì, ai piedi di quest’albero. Sono ben ancorata/o al terreno proprio come lui, sono nel momento presente, ascolto il mio mondo interiore e il mio complice mi fa da supporto. Quando lo desidero, apro gli occhi e mi alzo. Mi rivolgo per un momento al mio compagno di meditazione e lo guardo attentamente, per poi magari abbracciarlo.

ESERCIZIO DI BENESSERE

L’equilibrio è fragile.
Come il tutore, aiuta la pianta a mantenere la sua verticalità, anch’io mi alleno all’equilibrio. In giardino l’equilibrio viene talvolta scombussolato quando ci si china un attimo per strappare un’erbaccia, ma anche, al contrario, quando ci si allunga verso l’alto a cogliere frutti... Nella vita di tutti i giorni capita di sentirsi storditi. Lavoriamo sul nostro equilibrio diventando consapevoli del nostro centro di gravità. Fuori, su una superficie piana, unisco i piedi e allungo la schiena, il collo, la testa per trovare una buona verticalità. Braccia lungo il corpo, fisso un punto davanti a me e sollevo dolcemente il piede destro all’altezza del ginocchio sinistro. Respiro con calma e contraggo gli addominali per mantenere la postura, simile a un fenicottero rosa, per alcuni secondi. Appoggio poi delicatamente il piede destro a terra e svolgo lo stesso esercizio con il piede sinistro. Il mio corpo e la mia mente sono un tutt’uno, focalizzati sul medesimo obiettivo di stabilità.

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