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Spazio Psicologico

Nutrizione, psicologia e oncologia


La nutrizione riveste un ruolo di fondamentale importanza per la sopravvivenza ed il sostentamento dell’organismo che non si limita alla sola necessità biologica dell’individuo. Il cibo incide anche sulla qualità di vita: il pasto, infatti, rappresenta un momento di appagamento e generalmente è associato alla convivialità (come il pranzo in famiglia o con gli amici).  Tutto questo, però, può venire a mancare nel malato oncologico in quanto l’assunzione di cibo per varie ragioni può diventare problematica.

La malattia neoplastica interferisce con il comportamento alimentare per molteplici ragioni: la comunicazione della diagnosi può creare uno stato di anoressia come conseguenza dello shock; alcuni tumori del tratto oro-gastro-enterico (bocca, esofago, stomaco, colon-retto ma anche pancreas e fegato) possono essere direttamente responsabili dell’ alterazione dell’assunzione del cibo.

I principali trattamenti terapeutici possono comportare, tra gli effetti secondari, l’alterazione del comportamento alimentare: nel caso di interventi chirurgici la condizione psicologica, il senso di benessere, il desiderio di mangiare e l’assorbimento delle sostanze nutritive possono essere seriamente condizionate dall’intervento stesso; nei pazienti sottoposti a chemioterapia, molti farmaci inducono nausea, vomito, costipazione, diarrea. Nell’iter terapeutico del malato oncologico, il comportamento alimentare può essere condizionato anche da problemi psicologici; in particolare l’anoressia, la nausea e il vomito anticipatorio sono strettamente correlati a sindromi ansioso-depressive, a disordini di tipo psichiatrico e in generale ad emozioni come paura, rabbia, disperazione, senso di inabilità e sfiducia.

Chi riceve una diagnosi di tumore deve gestire livelli molto elevati di stress e lo psicologo, attraverso il colloquio clinico e le diverse tecniche di rilassamento, fa in modo che il paziente stesso possa fronteggiare al meglio il proprio vissuto.

L’obiettivo è quello di promuovere nel paziente l’adattamento alle cure, stimolando l’attivazione delle risorse interne e limitando così l’insorgenza di un disagio psicologico legato alla malattia. Lo psicologo attiva una serie di interventi di sostegno che servono ad aiutare e supportare il paziente e il caregiver nella gestione dell’impatto emotivo della malattia e dei trattamenti, contribuendo a mi-gliorare il benessere e la qualità di vita. Oltre all’aspetto psicologico, però, centrale è il supporto ad una corretta alimentazione.

In campo oncologico sono sempre più numerose le evidenze che attestano l’importanza del nuovo ruolo della scienza dell’alimentazione, sia per la prevenzione, sia nel percorso di malattia. Chi ha ricevuto una diagnosi oncologica può trarre grandi vantaggi e benefici da un diverso e più salutare stile di vita e da un’alimentazione personalizzata.

Uno stato nutrizionale adeguato consente infatti di affrontare il tumore nelle migliori condizioni, un regime alimentare adeguato può contribuire ad affrontare meglio i malesseri provocati dalla malattia o gli effetti collaterali delle cure aiutando a:

  • - contrastare la perdita di peso e preservare la massa muscolare;
  • - affrontare meglio le terapie consentendo al paziente di reagire meglio ai cicli di chemioterapia, oltre che di portarli a termine;
  • - migliorare la qualità di vita;
  • - recuperare le forze e ridurre il senso di affaticamento, spesso associato alla difficoltà di alimentarsi;
  • - agire favorevolmente sull’immagine corporea e sull’autostima del paziente;

D’altra parte per molti pazienti oncologici solo l’idea di mangiare può essere fonte di stress e ansia, mentre per i loro cari la difficoltà a nutrirli può essere molto frustrante. Chi sta vicino a un malato di cancro può aiutarlo in molti modi, ma non dovrebbe costringerlo a mangiare contro vo-glia, né risentirsi se i suoi sforzi non ottengono i risultati sperati, né tantomeno colpevolizzare il paziente se non mangia adeguatamente.

Per contrastare o riequilibrare la perdita di peso e la massa muscolare non basta “mangiare bene”. È importante soddisfare tutte le necessità nutrizionali dell’organismo, prestando attenzione non soltanto alla quantità, ma soprattutto alla qualità e alla completezza della dieta. Parlarne con il Medico è un passo fondamentale per poter poi accedere a cure specialistiche che dovrebbero prevedere il supporto di un Team Nutri-zionale Multidisciplinare.

Un’ accurata e salutare alimentazione supportata da un intervento di sostegno psicologico è importante in chi si trova a vivere malattie complesse come il tumore. Una sana alimentazione e un percorso psicologico che aiuti i pazienti a sostenere lo stress emotivo legato alla malattia, sono due aspetti di fondamentale importanza nel percorso di presa in carico.

La presa in carico globale di un paziente affetto da una malattia oncologica è indispensabile per gestire al meglio la patologia. Affrontare un tumore significa considerare ogni aspetto della malattia, ed è attorno a questo concetto che ruota il concetto di presa in carico globale.

Tratto da: Clarissa Lonzi I bisogni del caregiver del paziente oncologico nelle diverse fasi di malattia Agnese Codignola, Prendersi cura di chi deve curare

Dott.ssa Emanuela Ceruti
Psicologa Psicoterapeuta
UOC Oncologia Medica ASST Bergamo Ovest – Treviglio

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