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Spazio Psicologico

Grazie a un gesto d’amore


Continuiamo a parlare di trapianti d’organo e lo facciamo chiedendo a chi ha vissuto questa esperienza di raccontare...

Sono tante le Associazioni, i siti, i forum che si occupano delle problematiche legate ai trapianti d’organo, e che raccolgono le storie di chi ha vissuto in prima persona l’esperienza. Emerge prima di tutto il bisogno di fare “gruppo”, di “appartenere” da parte di chi ha attraversato lo stesso ponte “da prima a dopo” e di raccontarsi perchè l’esperienza vissuta è carica di emozioni e vissuti che vanno condivisi, e poi diventa un’aiuto più che concreto per chi è ancora in attesa di attraversare il ponte verso la “nuova vita”. “Non posso non ricordare gli ultimi mesi in attesa del trapianto di fegato, i medici avevano analizzato e controllato a fondo il mio corpo percchè fosse pronto per subire l’intervento, dovevo essere “sano” per sopportare un’intervento chirurgico assai complesso. La mia storia era cominciata molti anni, dopo alcuni esami di routine avevo scoperto di avere un fegato ammalato, ma nonostante numerosi altri esami non si trovava la causa e mi venne diagnosticata una malattia dismetabolica da tenere sotto controllo. Così ogni sei mesi facevo i miei controlli ma soprattutto dovevo prestare molta attenzione alla dieta. Tutto sotto controllo per diversi anni fino a quando si è sviluppata una cirrosi dismetabolica, l’epatologo che mi seguiva mi aveva già preparato a questo inevitabile “traguardo” la cui unica soluzione sarebbe stata il trapianto. Così iniziò il mio viaggio fatto di visite, esami ma soprattutto di “attesa”. L’ angoscia del tempo precedeno il trapianto quando la malattia che avanzava rendeva il quotidiano sempre più faticoso e le notti sempre più insonni. Una sera ero a cena con mia moglie, fuori aveva iniziato a nevicare abbondantemente, quando squillò il telefono, era la voce che tanto attendevamo che mi comunicava un possibile donatore. Un tiurbinio di pensieri e di emozioni, poche parole solo sguardi scambiati con mia moglie. Non fu agevole raggiungere l’ospedale proprio a causa della neve che continuava a scendere. Che lunga notte quel 1 febbraio 2012 in attesa....accomodati in una stanza, in ansia ma fiduciosi, fino a quando alle 5 del mattino arriva la conferma del donatore compatibile. Entrando in sala operatoria per me iniziava un lungo viaggio .... Una vita si era spenta da qualche parte e io potevo riceverne una nuova grazie ad uno straordinario gesto d’amore. Al risveglio il riconoscimento di un volto caro, davanti a me mia moglie e la memoria che riaffiorava riportandomi al tempo passato, alla preoccupazioni per la mia famiglia, ai miei figli che avevano ancora bisogno di me, alla mia determinazione nel continuare a lottare. Adesso sto vivendo con una pienezza maggiore, una nuova dimensione, senza sciupare un solo attimo del mio tempo, apprezzando la vita in tutte le sue dimensioni, ma soprattutto riconoscente a chi ha permesso tutto questo con la donazione del nuovo organo.

Giuseppe, 1951




“Bip....bip....bip....bip.... bip....bip....
Uno spazio infinito....
Bip....bip....bip....bip....bip....bip C’è silenzio, c’è quiete....
I continui “bip” sembrano fluttuare nell’aria come corpi in assenza di gravità.
Non sento nulla....non sento il mio corpo....
Sono completamente sopraffatto da una sensazione di beatitudine....
“Sarà questo il paradiso?”, mi chiedo.
Invece no, piano piano qualcosa inizia a disegnarsi intorno a me....
Un leggero tremolio sfiora le mie palpebre che fanno da sipario verso una nuova vita....
I “bip” sembrano occupare volume nello spazioapparentemente infinito, come se accompagnassero, per mano, i battiti del mio cuore....
Apro gli occhi e mi accorgo che il disegno è completo.
L’oscurità di quello spazio ormai definito inizia ad accogliere una tenue luce verde...
Dinanzi a me riesco a scorgere un candido lenzuolo che mi copre quasi per intero, leggermente macchiato dalla luce verde della quale solo ora, a stento, riesco a decifrare l’origine....
Alla mia destra, come un angelo custode, prende forma una strana figura che continua ad accompagnarmi con i suoi “bip” e a scaldarmi con la sua intensa luce verde...
Sento un altro rumore, è sempre quella strana figura, quell’angelo che con i suoi tubicini sta soffiando aria dando voce ai miei polmini....
Alla mia sinistra una parete, sulla quale scorrono i secondi, i minuti, le ore...
un orologio che sembra non conoscere il tempo.... Chissà quanti avranno inciso nelle loro menti quelle lunghe lancette nere....
E’ il 6 dicembre 2007 e quell’orologio segna le 23,35....
....e qui ha inizio la mia nuova vita....”

(Lettera anonima da Trapianti, vol 18, n 3 2014 Speciale XVI Giornata Europea per la Donazione di Organi)

Luisa Bonetti
Psico-Oncologa dell’Associazione
Psicologa dell’U.O. di Oncologia Medica
Azienda Ospedaliera Treviglio-Caravaggio

reparto oncologia treviglio
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