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Il tumore negli anziani

Italia è il Paese più vecchio d’Europa: il 20% della popolazione ha oltre 65 anni, per un totale di 12 milioni di persone. Con l’avanzare dell’età viene meno la capacità di riparazione cellulare dell’organismo e nelle persone di età maggiore ai 70 anni il rischio di sviluppare un tumore può essere anche 40 volte più alto di quello di una persona giovane e 4 volte superiore rispetto a un individuo di media età (40-59 anni).

Tra gli uomini anziani, il tumore più frequente è quello della prostata (20%), seguito da polmone (17%), colon-retto (14%), vescica (12%) e stomaco (5%). Tra le donne, invece, il tumore più frequente è quello alla mammella (21%), seguito da colon-retto (17%), polmone (7%), stomaco (6%) e pancreas (6%). Grazie agli studi clinici condotti negli ultimi anni, oggi sappiamo che le cure oncologiche funzionano anche negli anziani, migliorandone sia l’aspettativa di vita sia la qualità, ma sono anche gravate da una maggiore tossicità rispetto ai giovani-adulti. Con gli anni infatti il metabolismo epatico e renale, così come la funzionalità del cuore, non sono più ottimali e l’anziano spesso è già colpito da altre patologie, non di rado croniche ed assume vari farmaci che possono interferire con le cure. Per tenere in considerazione tutte le variabili cliniche si utilizza un particolare strumento chiamato “Valutazione geriatrica multidimensionale (VGM)”. Questo strumento aiuta il medico a stabilire se il paziente è in grado di affrontare la cura e prevedere le possibili conseguenze di decisioni terapeutiche come, per esempio, un intervento chirurgico, una dieta particolarmente limitata o una chemioterapia.

La VGM permette di suddividere i pazienti in tre gruppi principali: • quelli che non hanno altre patologie oltre al tumore e quindi possono essere trattati come gli individui al di sotto dei 65 anni; • i vulnerabili, cioè quelli per i quali è richiesta una maggiore attenzione, ma la cui condizione non costituisce, di per sé, un ostacolo alla cura; • i fragili, cioè quelli che sono in condizioni così precarie da far preferire un piano di terapie di supporto finalizzate a controllare i sintomi e a migliorarne la qualità di vita (cure palliative) senza curare direttamente il tumore.

A questo strumento negli anni se ne sono aggiunti altri come il G8 Screening Tool e l’Hurria Score che rispettivamente ci aiutano a capire il grado di fragilità ed il rischio di tossicità da chemioterapia negli anziani. In questo modo è possibile calibrare gli interventi sanitari, evitando ai più vulnerabili il rischio di tossicità eccessive, ma somministrando invece una terapia a chi può trarne un beneficio. Un altro aspetto non trascurabile è poi lo stato sociale del paziente: l’anziano solo è esposto, infatti, a sviluppare sindrome depressiva, malnutrizione e ad interrompere le cure.

Diventa fondamentale quindi il ruolo del caregiver, ovvero di colui che si prende cura del malato anziano. Va però tenuto presente che il tumore diventa in questo caso una malattia familiare, poiché stravolge anche a vita del caregiver, che lo deve accompagnare alle visite, a fare gli esami, alle sedute di terapia e aiutarlo alla gestione delle terapie domiciliari e, talvolta, il caregiver è una persona altrettanto anziana (il coniuge, il fratello) e va supportato a sua volta. La scelta della migliore terapia per il malato oncologico anziano non è quindi facile, dovendo tenere conto della malattia in sé, delle altre patologie, della fragilità intrinseca legata all’età e di tutte le problematiche sociali.

Gli studi clinici sino a ieri escludevano i pazienti di età maggiore a 65 anni, tuttavia negli ultimi anni l’età non è più un criterio di accesso alle sperimentazioni cliniche. Certo, rimane il problema che i criteri di inclusione (buoni livelli di emoglobina, adeguata funzionalità epatica e renale) ne limitano ancora la partecipazione, ma sempre più dati di efficacia e tossicità dei farmaci oncologici sono disponibili per aiutare i sanitari nel fare la migliore scelta terapeutica.

Dott.ssa Mary Cabiddu
Dirigente di I° livello Oncologia Medica ASST - Bg Ovest
Treviglio

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