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Le stagioni della vita: i tumori nei giovani

Il momento giusto per ammalarsi di tumore non c’è. A qualsiasi età la malattia irrompe nella vita di una persona con la violenza di un uragano. Se c’è però un momento davvero sbagliato, è quello dell’adolescenza e della giovinezza: fase di transizione, di fragilità psichica, di attenzione esasperata ai mutamenti del corpo… momento in cui si progetta, si pianifica, si desidera, si sogna… L’adolescente con il cancro affronta situazioni dure, restando a volte isolato da amici e compagni per lunghi periodi, con dolore e ansie. Il giovane che si affaccia al mondo del lavoro vede congelati i progetti di carriera e affermazione sociale.

Attualmente vengono definiti di “età giovanile” i tumori che insorgono fra i 15 e i 39 anni. E’ ovvio che la distribuzione dell’incidenza delle neoplasie nei giovani risenta anche dell’invecchiamento della popolazione, per cui ad esempio nel caso dei tumori della tiroide, invecchiando la popolazione l’incidenza dovrebbe diminuire. A fronte del fatto che la popolazione in questa fascia d’età rappresenti oltre un terzo del totale, tuttavia in questo range fortunatamente viene diagnosticato solo il 6% del totale dei tumori. Le differenze fra i giovani e gli adulti non sono solo di tipo quantitativo ma cambia proprio la tipologia dei tumori più rilevanti.

Le principali neoplasie sono rappresentate (dati AIOM-AIRTUM edizione 2017): nelle femmine dai tumori della mammella (37%), della tiroide (11%), dal melanoma (8%) e dalle neoplasie della cervice uterina (5%) nei maschi dai tumori del testicolo (14%), dai linfomi non-Hodgkin (10%), dal melanoma (9%) e dai tumori del colon-retto (8%).

La sopravvivenza in molti casi mostra un trend descrescente con l’avanzare dell’età: i giovani sarebbero infatti avvantaggiati dalla possibilità di effettuare un trattamento più efficace in rapporto all’assenza di comorbilità e alla minor tossicità registrata ai trattamenti oncologici. Fa però eccezione il tumore della mammella che sembra aver peggior prognosi nell’età giovanile probabilmente per una biologia maggiormente aggressiva (triple negative) e per la presenza di neoplasie ereditarie (legate alla mutazione di BRCA). Un dato tuttavia da segnalare è talora il ritardo diagnostico con cui un adolescente arriva alla diagnosi, rispetto al bambino: questo da correlare alla ancora scarsa consapevolezza da parte dei giovani e delle loro famiglie della possibilità di potersi ammalare di cancro anche in gioventù. Per quanto riguarda i tumori del colon-retto è previsto un aumento dell’incidenza di oltre il 35% fra i giovani entro il 2020, con una conseguente però notevole diminuzione di queste neoplasie nell’età superiore ai 50 anni, soprattutto grazie all’introduzione dello screening (ricerca del sangue occulto fecale). La rilevanza della diagnosi precoce è legata al fatto che circa l’80% dei tumori maligni origina da forme precancerose (adenomi) che impiegano circa 7-15 anni per evolvere in forme maligne. I controlli sono ancora più importanti nei giovani portatori di malattie infiammatorie intestinali (Morbo di Crohn e retto-colite ulcerosa) o di sindromi genetiche (es Lynch).

Un capitolo sempre più importante dell’oncologia di cui l’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) si sta occupando e per cui verranno a breve pubblicate delle linee guida è il problema del follow-up nei lungo sopravviventi, cioè quei pazienti guariti di tumore sottoposti a trattamenti chemioradioterapici e che necessitano di monitoraggio in rapporto ad effetti collaterali a lungo termine: secondi tumori, malattie cardiovascolari e renali, disturbi uditivi, sindrome metabolica, disfunzioni gonadiche, conseguenze psicosociali). Inoltre da sottolineare è anche l’importanza di aver a disposizione un team di esperti dedicato alla preservazione della fertilità (che non è un obiettivo secondario alla cura del tumore).

Concludendo… qualche consiglio ai giovani: Ascoltare il proprio corpo, specie in presenza di: dolore continuo fisso che non regredisce con antidolorifici tradizionali, comparsa di eccessiva sudorazione o stanchezza non giustificate, forte perdita di peso in assenza di diete, cambiamento di forma/colore dei nei. Vivere con stile, evitando fumo e abusi alcolici, mantenendo sotto controllo il peso, facendo attività fisica, curando una buona alimentazione, evitando esposizioni selvagge al sole/lampade abbronzanti. Praticare con regolarità l’autopalpazione: dei testicoli e del mammelle. Questo è veramente importante se consideriamo che i tumori del testicolo diagnosticati precocemente guariscono nel 95% dei casi. Inoltre per le ragazze è importante conoscere il proprio seno per notare precocemente delle variazioni nella ghiandola (il tumore infatti nelle giovani spesso è confuso alla palpazione con il fibroadenoma, in quanto entrambi appaiono come nodulazioni dure al tatto) Adesione ai programmi di screening: le giovani sessualmente attive dovrebbero effettuare con regolarità il pap-test.

Karen Borgonovo
Oncologa in Oncologia Medica ASST - Bg Ovest
Treviglio

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