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Spazio Tecnico

L’Abecedario dell’Oncologia

ORMONOTERAPIA
L’ormonoterapia, o terapia ormonale, consiste nella somministrazione di farmaci in grado di interferire con l’attività degli ormoni. Sono esempi di ormonoterapia la terapia sostitutiva nell’ipotiroidismo (ridotta funzionalità della tiroide) o la terapia con l’insulina del diabete. In oncologia si usa soprattutto nei tumori mammari che esprimono i recettori per gli estrogeni (ER), nel tumore della prostata per sopprimere il testosterone e più raramente in alcuni tumori ginecologici che esprimono i recettori per l’estrogeno. Gli effetti collaterali principali sono simili a quelli della menopausa; alcuni farmaci possono determinare artralgie (dolori delle articolazioni).

CHEMIOTERAPIA
Con Il termine chemioterapico si indica una qualsiasi sostanza chimica capace di uccidere gli agenti responsabili delle malattie. Se nell’immaginario comune il termine è associato alle cure contro i tumori, anche gli antibiotici sono chemioterapici. Basandosi sul principio che le cellule tumorali si riproducono molto più rapidamente di quelle normali, i chemioterapici vanno ad interferire con i meccanismi legati alla replicazione delle cellule. La tossicità dei chemioterapici è legata principalmente al fatto che queste sostanze chimiche agiscono anche sulle cellule sane in rapida replicazione, dando quali effetti collaterali principali la riduzione dei globuli bianchi, la nausea, il vomito, la mucosite (infiammazione delle mucose), la diarrea.

TERAPIE BIOLOGICHE (o TARGET TERAPY)
Le terapie a bersaglio molecolare si basano su farmaci che vanno ad agire su un particolare bersaglio molecolare che può essere, ad esempio, un recettore o un enzima presente principalmente nelle cellule tumorali e che sono responsabili della crescita e della diffusione delle cellule tumorali. Tali farmaci sono il risultato delle conoscenze raggiunte nel campo delle biotecnologie; sono sintetizzati attraverso sofisticate procedure di DNA ricombinante e prodotti a partire da proteine presenti nel nostro organismo che vengono modificate in laboratorio. Facciamo qualche esempio:

• Anticorpi monoclonale: Terapia che gisce colpendo in maniera selettiva delle strutture proteiche espresse sulla superficie della cellula. Ad esempio trastuzumab si lega con le cellule che iper-esprimono il recettore HER-2; rituximab agisce su un antigene, il CD20, presente sulla superficie delle cellule in oltre il 95% dei linfomi non-Hodgkin; bevacizumab è un inibitore dell’angiogenesi che blocca il fattore di crescita endoteliale dei vasi sanguigni (VEGF) bloccando così la formazione dei vasi sanguigni che servono per portare nutrimento al tumore; cetuximab e panitumumab, si legano al recettore EGFR (Epidermal Growth Factor Receptor - recettore del fattore di crescita epidermoidale);

• Inibitori delle tirosino-chinasi: sono piccole molecole che agiscono inibendo l’attività enzimatica (chinasica) di particolari biomacarcatori; ad esempio sono farmaci inibitori delle tirosino?chinasi di EGFR erlotinib, gefitinib, afatinib e osimertinib, mentre crizotinib, ceritinib o alectinib sono inibitori delle tirosino?chinasi di ALK. Le terapie biologiche, essendo farmaci più selettivi dei chemioterapici, hanno un profilo di tossicità diverso da quest’ultimi e dipendono dal recettore che vanno a colpire (ad esempio i recettori EGFR sono presenti sulla cute e la tossicità più frequente di farmaci come il cetuximab ed il panitumumab è una particolare dermatite acneiforme). I più comuni effetti collaterali sono: eruzioni cutanee, secchezza della cute, prurito; diarrea, congiuntiviti, nausea, alterazione della funzionalità del fegato o del rene, alterazioni della vista, ipercolesterolemia o rialzo della pressione sanguigna.

IMMUNOTERAPIA
È una innovativa terapia che agisce sul sistema immunitario stimolandolo, potenziandolo e rendendolo capace di aggredire le cellule neoplastiche. Questi farmaci non agiscono quindi direttamente sule cellule tumorali ma sul sistema immunitario del paziente. La tossicità è rara, ma può essere severa ed è dovuta alla iper-stimolazione del sistema immunitario; è rappresentata principalmente da coliti (infiammazione dell’intestino), nefriti (infiammazione dei reni), polmoniti, ipotiroidismo, eruzioni cutanee, stanchezza, dolori articolari e muscolari.

La scelta della terapia dipende dalle caratteristiche biologiche della malattia: se il tumore non esprime il recettore bersaglio del farmaco quest’ultimo non funzionerà. Bisogna però dire che anche se esprime il recettore non tutti i pazienti rispondono alla terapia o nel tempo possono andare incontro ad una resistenza al farmaco stesso. L’immunoterapia sta rivoluzionando oggi la terapia dei tumori ma non è disponibile per tutti i tumori ed in alcuni ancora non si è trovato un farmaco efficace, ma la ricerca procede a grandi passi.

Marco Cremonesi
Vicepresidente dell’Associazione Amici di Gabry

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