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Abbazia di Mirasole

treviglio


Abbazia Milanese fondata dagli Umiliati nel Duecento, l’Abbazia fortificata di Mirasole, dedicata dapprima a san Pietro Martire poi all’Assunta, si trova a pochi chilometri (in direzione Sud-Ovest ) da Chiaravalle, mentre sul lato opposto, ovvero ad oriente, è posizionata Viboldone. Anzi, le tre Abbazie sono poste agli angoli di un triangolo equilatero che vede sull’apice nord Chiaravalle, all’angolo Sud-Est: Viboldone, a quello Sud-Ovest: Mirasole. La si può raggiungere in auto dalla Statale 412 e dal centro di Milano tramite il lunghissimo Viale Ripamonti, ma anche con il treno e la terza linea del Metrò, fermata Rogoredo; da qui diparte un camminamento in mezzo al verde che conduce dapprima a Chiaravalle, indi al cimitero omonimo e più oltre, in strada però meno agevole, a Opera ovvero a Mirasole.

Gli Umiliati, la cui origine secondo differenti tradizioni, viene fatta risalire ai tempi delle contrapposizioni tra Comuni lombardi ed Impero, allorquando un gruppo di rampolli delle nobili famiglie milanesi e cremasche furono presi in ostaggio da un imperatore che li trattenne in Germania rilasciandoli dopo lungo tempo previa ‘umiliazione’; questi, al ritorno proseguirono una vita comune dedita alla preghiera ed al lavoro, principalmente nella manifattura della lana, dando corpo all’esperienza degli ‘Umiliati’, simile, ma differente rispetto a quella benedettina.

L’originalità del carisma venne sancita, qualche anno dopo, nel 1201 dal riconoscimento del Papa Innocenzo III che approvò la singolare Regola che prevedeva la tripartizione della famiglia umiliata in 3 rami, pur mantenendone l’unità: il primo ordine, costituito da chierici e suore; il secondo, da laici di entrambi i sessi, conventuali che vivevano in comunità; il terzo, da laici che vivevano nelle proprie famiglie. Gli Umiliati sono stati i primi nella storia della Chiesa ad avere un terz’ordine, cioè laici riconosciuti parte integrante dell’ordine religioso perché ne seguono il carisma.

Nel 1288, la bolla papale di Niccolò IV concede agli Umiliati l’esenzione da qualunque giurisdizione vescovile, da questo momento, l’Ordine è sottoposto solo all’autorità del Papa. Dall’approvazione pontificia, gli Umi-liati si diffusero in tutta la Lombardia fondando numerose case e inserendosi nel progetto di bonifica agricola e spirituale che portò a cingere Milano da una corona di Abbazie. Il XIII e il XIV secolo sono stati per Mirasole i secoli dello splendore, nel 1344 la comunità abbaziale era composta da 44 membri: 29 frati, 11 monache e 4 domestici. Per due secoli l’abbazia fu anche un fiorente centro di intensa attività agricola, grazie alla presenza di numerosissimi terziari (appartenenti al terz’ordine) e salariati. La produzione di pannilana era arrivata a superare le richieste delle comunità locali e si rese necessario vendere a Milano l’eccedenza. Con l’avvio della costruzione del Duomo, fu essenziale la collaborazione con la Veneranda Fabbrica per la quale l’Abbazia di Mirasole provvide alla fornitura di legname pregiato.

Sul finire del ‘300 inizia la costruzione della chiesa abbaziale, ricostruita il secolo successivo nelle forme attuali, con facciata a capanna coronata da archetti e sulla destra, il campanile duecentesco. L’interno è a una navata con tetto ligneo piano, presbiterio quadrato con volta a crociera. Il fondo si illumina a mezzo di due finestroni per esaltare il grandioso affresco con l’Assunzione (metà del Quattrocento), la Vergine sale al cielo dentro una mandorla, simbolo iconografico della maestà, una grande aureola luminosa che avvolge tutto il corpo di Maria, attorniata da angeli musicanti. Nel dettaglio il cartiglio, sopra e sotto la Vergine, riporta versi biblici che sottolineano l’adesione del committente alla dottrina dell’Immacolata Concezione e della Assunzione di Maria in anima e corpo, oggetto di un’annosa disputa tra domenicani e francescani. Splendida sul lato destro la cappella della natività, fatta realizzare a maestri cremonesi al crepuscolo della presenza degli Umiliati tra il 1575 e il 1576 dall’ultimo abate di Mirasole, Marco Lanetta.

Il Chiostro che si apre sul fianco sinistro della chiesa è una assai bella ed ampia costruzione della prima metà del Quattrocento, con un porticato su colonne che riportano ritratti di vescovi ed il ‘sole’, simbolo dell’abbazia, ovvero: la luna, con volto umano, che sembra sovrapporsi al sole come in una eclissi. Il complesso abbaziale, dominato al suo ingresso dalla possente torre di difesa trecentesca, si completa con i magazzini e le stalle, davvero notevoli, queste ultime compendiate da sistemi di aerazione (le une) e di tenuta termica (le altre) per il ricovero stagionale del bestiame. Utilizzate per le molteplici attività sociali dell’ultimo gestore del complesso che, fondato dagli Umiliati, fu conferito, dopo la loro soppressione, al Collegio Elvetico di Milano, quindi da Napoleone assegnato nel 1797 all’Ospedale Maggiore milanese quale segno di gratitudine per l’assistenza prestata ai suoi soldati.

Negli ultimi anni e precisamente nel 2013, l’Ospedale Maggiore, d’intesa con la Diocesi ed il Comune, ha concesso, in comodato per 99 anni, il complesso ai Canonici Premostra-tensi di San Norberto i quali hanno provveduto ai primi essenziali interventi di recupero. Con il drastico decrescere del numero dei canonici, sceso da 12 a 2, venne la decisione di rescissione del contratto. Con successivo bando l’Ospedale Maggiore ha concesso in locazione trentennale tutti gli spazi alla Fondazione Progetto Arca e Progetto Mirasole Impresa sociale che vi conduce una apprezzata intensa attività di accoglienza e ospitalità a soggetti problematici, mamme con bambini fragili, famiglie con problemi abitativi, profughi, un alveare di lavoro sociale autentico che sarebbe piaciuto anche ai fondatori dell’insigne luogo.

Luigi Minuti
Storico e amante della nostra “bassa”

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